Degradé vs Shatush

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Degradé vs Shatush

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Lo Shatush è una delle tecniche più in voga degli ultimi 20 anni: ha fatto da ponte tra la classicità della tinta orizzontale e la nuova scuola della colorazione verticale, e viene spesso paragonato ad un altro stile di tendenza come il Degradé.

In questo articolo parleremo delle analogie e delle differenze tra due degli stili più amati dalle clienti dei saloni.

Gli inizi

Aldo Coppola e lo Shatush

Lo Shatush nasce negli anni ’60 negli Stati Uniti.

Inizialmente non riscuote molto successo e per circa 40 anni rimane una tecnica di nicchia poco conosciuta dalla clientela.

La svolta arriva agli inizi degli anni Duemila quando viene riscoperta e rielaborata dall’hair stylist Aldo Coppola.

Il celebre parrucchiere italiano, un’istituzione anche nel mondo della moda, porta la tecnica alle sfilate di Armani, Versace, Valentino, Ferrè e in breve tempo diventa l’acconciatura preferita da Sarah Jessica Parker, Jennifer Lopez, Kate Moss e altre celebrities di Hollywood.

Il passaggio dal red carpet ai saloni di tutto il mondo è breve.

Oggi lo Shatush, dal persiano “il piacere del re”, si contende con il Degradé e il Balayage lo scettro di prodotto di punta dei saloni.

Il Degradé: 100% Made in Italy

Il Degradé ha una storia più recente, nasce alla metà degli anni ’80 da un’intuizione del parrucchiere Claudio Mengoni, uno dei più apprezzati e influenti hair stylist italiani, titolare del gruppo Centro Degradé Joelle.

Negli anni ’90 anche grazie al supporto della multinazionale Wella la tecnica si fa conoscere ai saloni e ai clienti di tutta la penisola e ancora oggi riscuote un grandissimo successo tra le donne di tutte l’età.

Degradé

Tutte le differenze

La versatilità dello Shatush

Lo Shatush si compone di due processi distinti: la cotonatura dei capelli e la colorazione delle ciocche.

Prima di colorare i capelli il parrucchiere dà consistenza e spessore alla chioma e la divide in sezioni.

Dopo la divisione si effettua la schiaritura delle ciocche: se la chioma di partenza ha già una colorazione uniforme le radici non vengono toccate e il parrucchiere decolora il capello a partire da 4-5 cm dall’attaccatura.

Invece in caso di capelli già trattati da precedenti lavorazioni e con una ricrescita molto accentuata bisognerà anche decolorare le radici per creare una base di colore uniforme su cui applicare lo Shatush.

Le lunghezze dei capelli vengono quindi colorate con tonalità diverse: in questo modo si possono ottenere contrasti netti o più delicati a seconda della differenza di gradazione con le radici.

Un risultato molto più luminoso, dinamico e naturale rispetto alle Meches o alle tradizionali tinte orizzontali.

Un effetto simile a quelli ottenibili da altre tecniche di colorazione verticali come il Balayage e il Degradé.

Lo Shatush è una tecnica estremamente versatile e personalizzabile: si addice a qualunque tipo di colore.

Per garantire un effetto naturale vanno applicate colorazioni non troppo distanti da quelle di partenza.

I capelli neri o castano scuri si sposeranno alla perfezione con delle ciocche leggermente più chiare fino a tonalità color nocciola; i capelli castano chiaro avranno più luce in compagnia di ciocche color biondo cenere; un castano medio può avvicinarsi sempre più al rosso con ciocche di tonalità rame sempre più acceso; il biondo naturale invece può spingersi fino al dorato o al platino.

La straordinarietà della colorazione verticale sta proprio nel riuscire ad abbinare questi effetti di colore e luce molto evidenti in modo estremamente naturale.

Ed è proprio grazie a questa caratteristica che il Degradé riesce a conquistare ogni anno clienti di tutto il mondo.

Il Degradé e i fantastici effetti della colorazione verticale

Il Degradé esalta gli effetti ricercati dallo Shatush.

Lo fa con un processo di lavorazione più complesso, ma allo stesso tempo meno artificioso e stressante per la chioma.

A differenza dello Shatush infatti l’hairstylist non ha bisogno di cotonare la chioma o creare una base di colore uniforme, questo perchè il Degradé è nato proprio con lo scopo di valorizzare la ricrescita e il colore naturale dei capelli.

Il processo inizia dalla divisione dei capelli in sezioni diverse: le sezioni sono tre e a forma di rettangolo e su ognuna di queste si lavorerà su alcune “prese” di ciocche.

Le prese non sono tutte uguali, lavorando su ciocche più o meno spesse è possibile ottenere svariati effetti di luce e dare stile e dinamicità all’acconciatura.

Il Degradé è la tecnica di colorazione più naturale perché valorizza le singole ciocche senza toccare la chioma nel suo complesso.

Mediamente si colora solo una percentuale di capelli compresa tra il 10 e il 40%.

I colori utilizzati non si discostano di molto dal colore originale: di solito sono due o tre tonalità diverse che sfumano gradualmente fino al colore della ricrescita.

L’hair stylist utilizza dei pennelli obliqui e si dedica alla colorazione verticale delle singole prese, intervallate tra loro da fogli di carta stagnola.

Come lo Shatush anche il Degradé si adatta a qualunque tipo di colorazione di partenza.

Lavorando su una percentuale di capelli minore, senza la distinzione tra radici e lunghezze delle ciocche e con colori di tonalità diverse, conferisce alla chioma un effetto più graduale e naturale, ma anche più luminoso e ricco di sfumature.

Il Degradé nasce proprio dalla volontà di Claudio Mengoni di riprodurre sulle acconciature di tutte le donne i classici colpi di sole dei capelli d’estate.

E’ proprio grazie a questo desiderio che la tecnica inventata da Centro Degradé Joelle non passerà mai di moda.

L’attenzione alla salute del capello

I problemi dello Shatush

Tingere i capelli troppo spesso significa compromettere la salute della propria chioma.

La decolorazione si avvale di prodotti chimici a base di ammoniaca che oltre a schiarire completamente il capello lo privano di sostanze naturali necessarie al suo mantenimento.

Le colorazioni orizzontali ad esempio richiedono ad ogni intervento di coprire la ricrescita per salvare la base di colore.

Avendo una durata limitata nel tempo richiedono frequenti passaggi in salone e un accanimento su capelli già fragili e danneggiati.

Lo Shatush condivide questo difetto con le tecniche tradizionali, se paragonato al Degradé ma anche al Balayage risulta molto più invasivo sui capelli, per via del processo che prevede ad ogni servizio la creazione di una base di colore uniforme.

Il Degradé: salute e bellezza

Il Degradé non ha bisogno di quel passaggio: a differenza dello Shatush il processo di colorazione è unico e non scomponibile, tranne nel caso si voglia effettuare una colorazione totalmente diversa dalla chioma di partenza (come un Degradé scuro su una chioma biondo platino o viceversa).

Lasciando intatto almeno il 60% della chioma è decisamente più salutare rispetto alle tecniche che prevedono la partenza da una base unica di colore.

Inoltre non teme la ricrescita ma anzi la accoglie: non stona mai con il colore naturale della chioma e dura a lungo nel tempo.

Non richiede grossi aggiustamenti per prolungare i suoi effetti, risparmiando così inutile stress ai capelli.

Degradé ramato

Lo Shatush e il Degradé sono due stili di colorazione fantastici che esaltano la bellezza di tutte le donne.

ll Degradé però ha un grande vantaggio rispetto allo Shatush e alle altre tecniche di colorazione orizzontale.

Il Degradé fa della sostenibilità la sua mission: la bellezza dei capelli non va mai a discapito della loro salute.

Con il Degradé è possibile ottenere combinazioni di colore infinite.

Possiamo ottenere effetti naturali, contrastati, tono su tono e addirittura le stesse sfumature tipiche dello Shatush. 

Tutto questo senza cotonatura, senza schiariture integrali e soprattutto senza la preoccupazione di andare ogni mese in salone per coprire la ricrescita.

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